Il progetto Connected Home over IP di Amazon, Apple e Google illustra un invito alle aziende tecnologiche a porre la crescita del mercato della casa intelligente al di sopra della concorrenza.

Amazon, Apple, Google e la Zigbee Alliance – l’organo di governo dello standard di rete mesh di Zigbee IoT – si sono uniti per creare uno standard di connettività domestica intelligente open-source progettato per aumentare la compatibilità tra dispositivi ed ecosistemi.

L’iniziativa, denominata progetto Connected Home over IP, mira a pubblicare la prima bozza del suo standard basato sul protocollo Internet entro la fine del 2020.

Le aziende realizzeranno prima gli standard per i prodotti per la sicurezza smart home, come gli allarmi antifumo e le serrature intelligenti, prima di passare agli elettrodomestici intelligenti e ai prodotti commerciali.

Il progetto Connected Home over IP illustra una richiesta più ampia da parte dei principali attori del settore della casa intelligente di porre la crescita del mercato al di sopra degli istinti competitivi.

Lo spazio smart home ha un certo numero di attori, grandi e piccoli, in competizione per lo stesso pool di consumatori, e ci aspettiamo che questo ecosistema chiuso inibisca l’adozione.

Ma l’introduzione di uno standard di connettività unificato aiuterà l’ecosistema della casa intelligente a diventare più prezioso per gli sviluppatori e i consumatori, rendendolo meno frammentato. Questo potrebbe contribuire ad accelerare la crescita del mercato della casa intelligente nei prossimi anni. Business Insider Intelligence stima che il mercato della casa intelligente spedirà 1,6 miliardi di dispositivi entro il 2024, contro i 530 milioni del 2019.

 

Ecco perché uno standard unificato di connettività domestica intelligente accelererà la crescita del mercato:

  • Semplificherà lo sviluppo per i produttori di dispositivi smart. Uno standard universale abbasserà i costi e migliorerà l’efficienza del processo di sviluppo, poiché i produttori di dispositivi dovranno sviluppare per un solo standard. Ci aspettiamo che questa minore barriera allo sviluppo renderà il segmento più attraente per i produttori di dispositivi e porterà a un’impennata della gamma e del numero di dispositivi sul mercato.
  • Probabilmente aumenterà la disponibilità dei consumatori ad adottare la tecnologia per la casa intelligente. I consumatori non dovranno più preoccuparsi se un dispositivo è compatibile con il resto del loro ecosistema della casa intelligente, eliminando un elemento di attrito dal processo di acquisto. Inoltre, il progetto Connected Home over IP afferma che la sicurezza è un “principio di progettazione fondamentale” del suo nuovo standard e potrebbe garantire che tutti i dispositivi di casa intelligente partecipanti abbiano lo stesso livello di sicurezza di base.
  • Questo potrebbe alleviare le preoccupazioni dei potenziali consumatori riguardo alla sicurezza dei dispositivi, soprattutto alla luce dei recenti hacker di alto profilo per la casa intelligente – il 79% delle famiglie americane è preoccupato per la sicurezza dei dati della casa intelligente o per i problemi di privacy.

I piccoli player della casa intelligente come i membri di Apple e Zigbee Alliance trarranno probabilmente i maggiori benefici dal progetto, dato che il loro catalogo di dispositivi compatibili si amplierà. I membri di Apple e Zigbee come IKEA e Samsung’s Smart Things hanno a disposizione un numero significativamente inferiore di dispositivi per i loro ecosistemi di casa intelligente rispetto ai leader di mercato Amazon e Google.

L’ecosistema HomeKit di Apple ha solo poche centinaia di dispositivi e la Zigbee Alliance ha certificato il suo 3.000esimo prodotto solo nell’agosto 2019, mentre gli assistenti vocali di Amazon e Google sono compatibili rispettivamente con 85.000 e 10.000 dispositivi per la casa intelligente. Lo standard unificato contribuirà a porre i marchi della casa intelligente su un piano di parità, in termini di numero di dispositivi supportati, lasciando altri fattori come i controlli vocali sottostanti e le app come principali fattori di differenziazione tra gli ecosistemi.