Dagli Usa al Cile con i cavi sottomarini di Google

Schermata 2020-01-20 alle 14.44.08
0

Il primo cavo transatlantico fu completato nel 1858 per collegare gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. La regina Vittoria commemorò l’evento con un messaggio al presidente James Buchanan che richiese 16 ore di trasmissione.

Mentre le nuove tecnologie wireless e satellitari sono state inventate nei decenni successivi, i cavi rimangono ancora oggi il modo più veloce, efficiente e meno costoso per inviare informazioni attraverso l’oceano. Ed è ancora un metodo tutt’altro che economico. Nell’era moderna, le aziende di telecomunicazioni hanno posato la maggior parte dei cavi, ma nell’ultimo decennio i giganti tecnologici americani hanno iniziato ad assumere un maggiore controllo. Google ha costruito almeno 14 cavi a livello globale. Amazon, Facebook e Microsoft hanno investito altrettanto, collegando i centri dati in Nord America, Sud America, Asia, Europa e Africa. I fornitori di contenuti come Microsoft, Google, Facebook e Amazon ora possiedono o affittano più della metà della larghezza di banda sottomarina. I paesi considerano i cavi sottomarini come infrastrutture critiche e i progetti sono spesso controversi sul piano geopolitico. L’anno scorso l’Australia è intervenuta per impedire al gigante tecnologico cinese Huawei di costruire un cavo di collegamento tra l’Australia e le Isole Salomone, per timore di dare al governo cinese un punto d’ingresso nelle sue reti.

Quasi 750.000 miglia di cavo collegano quind i continenti per soddisfare le esigenze telematiche globali e ora Google sta andando per la sua strada, in un primo progetto che collegherà gli Stati Uniti al Cile, sede del più grande centro dati dell’azienda in America Latina.

Creare queste infrastrutture è un processo impegnativo e dispendioso in termini di tempo: prima, i cavi vengono assemblati all’interno di una fabbrica a poche centinaia di metri di distanza, poi viene riempita con macchinari specializzati, utilizzati per mantenere la tensione del filo e rivestirlo di un film protettivo.

 

I cavi si configurano come un insieme di minuscoli fili di fibre di vetro. I laser spingono i dati lungo i fili quasi alla velocità della luce, utilizzando la tecnologia a fibre ottiche. Dopo aver raggiunto la terraferma e essersi collegati ad una rete esistente, i dati necessari per leggere un’e-mail o aprire una pagina web si fanno strada sul dispositivo di una persona. Mentre la maggior parte di noi sperimenta oggi Internet attraverso il Wi-Fi e i piani dati del telefono, con sistemi che si collegano a cavi fisici questi trasportano rapidamente le informazioni attraverso i continenti o gli oceani.

Nel processo di produzione, i cavi si muovono attraverso mulini ad alta velocità delle dimensioni dei motori a getto, avvolgendo il filo in un involucro di rame che trasporta l’elettricità attraverso la linea per mantenere i dati in movimento. A seconda di dove si trova il cavo, plastica, acciaio e catrame vengono aggiunti successivamente per a resistere ad ambienti oceanici imprevedibili. Una volta terminato, i cavi finiranno per avere le dimensioni di un grosso tubo da giardino. Un anno di pianificazione per tracciare il percorso dei cavi che dovranno resistere a forti correnti, frane, terremoti e interferenze da parte dei pescherecci a strascico. Ogni cavo dovrebbe durare almeno 25 anni.