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Il primo CCNL per le professioni STEM in Italia

L’introduzione del primo CCNL per le professioni STEM in Italia rappresenta un passaggio cruciale per il futuro del lavoro qualificato poiché il mercato del lavoro sta cambiando ed il settore tecnologico è al centro di questa trasformazione.

Per la prima volta, i professionisti che operano in ambito scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico possono contare su un contratto collettivo pensato su misura per le loro esigenze. Un cambiamento che non riguarda solo i lavoratori, ma anche le aziende e l’intero ecosistema dell’innovazione.


CCNL STEM

Presentato il 25 marzo a Roma, il nuovo CCNL STEM nasce con l’obiettivo di valorizzare le competenze e rispondere alle esigenze di un settore sempre più centrale nell’economia della conoscenza.

Non si tratta semplicemente di una regolamentazione, ma di un vero e proprio cambio di paradigma con il lavoro nel mondo tech che viene ripensato in chiave più flessibile, orientata ai risultati e capace di attrarre talenti altamente qualificati.

Il settore coinvolto è tutt’altro che marginale. Parliamo di oltre 200.000 professionisti e di un comparto che genera circa 23 miliardi di euro l’anno, pari al 4% della forza lavoro italiana . Numeri che confermano quanto sia strategico intervenire con strumenti adeguati.

Nonostante il suo potenziale, il mercato italiano presenta ancora diverse fragilità. Il numero di laureati STEM (6,7%) resta inferiore rispetto ad altri Paesi europei, mentre il divario di genere continua a essere significativo, con una presenza femminile ancora limitata.

A questo si aggiunge il problema della fuga dei talenti, che porta molti professionisti qualificati a cercare opportunità all’estero. Il nuovo CCNL STEM nasce anche per contrastare questa dinamica, rafforzando la competitività del sistema italiano e rendendolo più inclusivo .



Le novità introdotte dal contratto segnano una discontinuità rispetto ai modelli tradizionali. Le principali novità sono:

  • Settimana lavorativa di 36 ore, con possibilità di distribuzione su 4 giorni.
  • Smart working fino al 40% delle ore mensili.
  • Centralità degli obiettivi rispetto al tempo in ufficio.
  • Parità di genere nella retribuzione.
  • Carriera basata sui risultati e non sull’anzianità.
  • Retribuzione con componente variabile legata alla performance (fino al 40%).
  • Tutela della proprietà intellettuale.
  • Diritto alla disconnessione.

Per le imprese, il nuovo CCNL rappresenta molto più di un adeguamento normativo. È un’occasione per ripensare il proprio modello organizzativo e rafforzare la capacità di attrarre e trattenere talenti.

Soprattutto nel settore tecnologico, la qualità delle condizioni di lavoro diventa un fattore decisivo. Flessibilità, valorizzazione delle competenze e attenzione al benessere delle persone sono elementi che incidono direttamente sull’employer branding e sulla produttività.


STEM

In questo scenario, il recruiting assume un’importanza ancora maggiore. Trovare professionisti qualificati non è mai stato così complesso, e allo stesso tempo così strategico. Le aziende hanno bisogno di partner in grado di comprendere le dinamiche del settore, valutare competenze altamente specialistiche e intercettare candidati sempre più esigenti, attenti non solo alla retribuzione ma anche alla qualità del lavoro e alle opportunità di crescita.

È proprio in questo contesto che realtà come Starfinder giocano un ruolo fondamentale. Supportare aziende e professionisti nel mondo STEM significa oggi andare oltre la semplice selezione del personale. Significa interpretare il cambiamento, anticipare i trend e costruire connessioni di valore tra competenze e opportunità.

Il nuovo CCNL è la dimostrazione che il lavoro nel settore tech sta evolvendo rapidamente. La differenza, oggi, la fa chi è in grado non solo di adattarsi, ma di guidare questa trasformazione.