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Salari in Italia: retribuzioni medie, potere d’acquisto e gender pay gap

Negli ultimi dieci anni le retribuzioni medie in Italia sono aumentate, ma non abbastanza da compensare l’inflazione. Secondo l’ultima analisi dell’Inps sulla dinamica retributiva dei lavoratori dipendenti pubblici e privati, la crescita dei salari è stata più lenta rispetto all’aumento dei prezzi, con un impatto sul potere d’acquisto delle famiglie italiane.


Nel 2024 la retribuzione media annua dei lavoratori del settore privato è stata di circa 24.486 euro, mentre nel settore pubblico ha superato i 35.350 euro. Nonostante la crescita nominale dei salari, l’aumento dei prezzi ha ridotto significativamente i guadagni reali. Analizzando le retribuzioni contrattuali, il gap con l’inflazione supera i nove punti percentuali negli ultimi cinque anni, confermando una stagnazione salariale diffusa.


Il divario retributivo tra uomini e donne rimane un problema strutturale. Nel settore privato, le donne guadagnano mediamente circa il 70% dello stipendio maschile. Nel 2024, la retribuzione media annua femminile si è fermata a 19.833 euro, contro i quasi 28.000 euro degli uomini. Nonostante le retribuzioni femminili siano cresciute più rapidamente rispetto a quelle maschili negli ultimi dieci anni, il gap resta evidente e non si spiega solo con il minor numero di giornate lavorate.


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Negli ultimi due anni, la combinazione di inflazione contenuta e rinnovi contrattuali ha permesso un aumento delle retribuzioni reali, sebbene ancora limitato. La crescita dei salari è strettamente legata alla produttività del lavoro, che in Italia è frenata da limiti strutturali come la scarsa innovazione tecnologica e la composizione settoriale poco dinamica.


Un quadro più positivo emerge osservando le retribuzioni nette. Gli interventi fiscali e contributivi hanno sostenuto soprattutto i redditi medio-bassi, riducendo l’impatto dell’inflazione sul potere d’acquisto delle famiglie. I redditi più alti hanno invece difeso i guadagni principalmente attraverso il mercato, mentre le famiglie con reddito medio e basso hanno beneficiato di un recupero quasi completo del potere d’acquisto grazie al sostegno pubblico.


La crescita delle retribuzioni in Italia resta limitata e disomogenea, con differenze marcate tra pubblico e privato e un persistente gender pay gap. Gli interventi fiscali hanno aiutato a proteggere i redditi più bassi, ma il recupero del potere d’acquisto nel lungo periodo richiederà incrementi salariali strutturali e una maggiore produttività.

Fonte: ilSole24Ore