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Stipendi tech in Italia tra i più bassi d’Europa

Il Tech Talent Explorer 2026 di Hays ha analizzato 20 ruoli tecnologici in 34 Paesi. Il quadro che emerge vede gli stipendi tech italiani tra i più bassi d’Europa.


stipendi tech

La RAL media in Italia per un profilo tech si attesta a 41.590 euro, un dato lontanissimo dai 67.350 euro del Regno Unito e dai 66.100 euro della Germania. Anche Francia (54.300 euro) e Spagna (48.300 euro) restano ben distanti dai livelli italiani.

Il gap non rappresenta solo un problema salariale, ma è un vero freno competitivo per le aziende italiane nell’attrarre e trattenere i migliori talenti.


Guardando alla classifica italiana, tra le figure più remunerate spicca il Change Manager con una retribuzione media di 72.270 euro, che in alcuni casi può arrivare a sfiorare gli 85.000 euro. A seguire si trovano altri profili come:

  • AI Engineer (51.910 euro)
  • Solutions Architect (47.915 euro)
  • Project Manager (47.420 euro)
  • Security Engineer (46.920 euro)

Sono tutte figure centrali nella gestione dell’innovazione tecnologica e della sicurezza dei sistemi, sempre più richiesti in un contesto dominato dall’adozione dell’intelligenza artificiale.


Accanto al tema salariale emerge un problema altrettanto serio riguardante la scarsità di competenze.

Le figure più difficili da reperire sul mercato italiano ricoprono ruoli specialistici, in particolare DevOps Engineer, Cloud Engineer e Scrum Master.

Questo squilibrio tra domanda e offerta aumenta la pressione sulle aziende italiane nella ricerca di questi profili avanzati, rendendo strategico colmare il divario salariale per riuscire ad attrarre i talenti.


agenti AI

L’intelligenza artificiale è entrata ormai a far parte del mondo del lavoro, ridisegnando alcune professioni.

Hays ha calcolato un indice di esposizione all’AI per ciascun ruolo analizzato. La media italiana si attesta a 46 punti su 100.

I profili più esposti all’intelligenza artificiale sono quelli più tecnici, come AI Engineer, RPA Engineer e Test Analyst, che hanno un’esposizione poco sopra i 50 punti.

Un’esposizione maggiore non sta a significare che sta avvenendo una sostituzione, ma che le mansioni quotidiane di questi ruoli stanno cambiando rapidamente.

L’AI sta progressivamente svolgendo sempre più compiti ripetitivi, lasciando ai lavoratori attività a maggior valore aggiunto, come supervisione, strategia e problem solving complesso.


competenze

In questo scenario, restare competitivi richiede un aggiornamento costante delle competenze.

Le competenze tecniche, pur rimanendo fondamentali, devono essere oggi affiancate da altre capacità trasversali.

La capacità decisionale, la visione strategica e la gestione del cambiamento saranno le nuove competenze che il professionista tech deve acquisire per riuscire a trasformare l’innovazione in risultati concreti per l’azienda.


Le aziende italiane che vogliono davvero competere a livello europeo dovranno agire su due fronti contemporaneamente.

Da un lato dovranno rivedere le proprie politiche retributive per allinearsi agli standard continentali, mentre dall’altro dovranno investire nella formazione dei propri team per affrontare la trasformazione guidata dall’intelligenza artificiale.

Solo chi riuscirà a muoversi per primo su entrambi i piani acquisirà un vantaggio concreto nell’attrarre e trattenere i talenti di cui il mercato ha sempre più bisogno.

Fonte: Economy Magazine