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In Italia 1 giovane su 5 è NEET: cosa significa?

Un recente studio internazionale di Gi Group Holding e Fondazione Gi Group “Insieme per un futuro sostenibile: giovani e lavoro” mostra lo scenario preoccupante dell’occupazione giovanile in Italia: 1 su 5 non studia e non lavora (fra i 15 e i 34 anni). Stiamo parlando dei NEET, termine inglese che indica quelle persone che né stanno studiando né svolgono un impiego.

Ma analizziamo insieme meglio questi dati e cerchiamo di capire cosa fanno di diverso i nostri vicini europei per gestire questo fenomeno.


neet

Not [engaged] in Education, Employment or Training che tradotto significa Non [attivo] in Istruzione, Lavoro o Formazione. Queste persone sono considerate inattive perché non stanno svolgendo attività assimilabili a un lavoro o un percorso formativo (quindi neanche tirocini, apprendistato o corsi professionalizzanti).


Le cause possono di vario tipo e quelle più comuni sono:

  • Stato di lunga disoccupazione
  • Problemi di salute
  • Una formazione non adeguata
  • Limiti economici e/o sociali

In particolare il contesto famigliare/sociale può profondamente influenzare la carriera di un giovane. La mancanza di una spinta, di una motivazione, di un sostegno economico, possono gravemente incidere sul suo futuro.


Lo studio di Gi Group ci mostra dei dati preoccupanti sulla situazione dei Neet in Italia.

Come si può notare dal grafico, l’Italia è tra i paesi europei con il tasso NEET più alto (23.9%) e ben al di sopra della media UE27 (15.7%). Il numero sale ancora di più tra gli stranieri e le donne. Inoltre i giovani tra i 30 e i 34 anni sono più a rischio di diventare NEETdi lunga durata.

Ma cosa fanno gli altri Paesi per contrastare questo fenomeno ed avere tassi quasi dimezzati rispetto a quello italiano? Ci sono 2 tipi di soluzione nello specifico:

  • Preventive
  • Di reinserimento

Con le prime si intendono soprattutto incentivi economici per i giovani che si traducono in sovvenzioni alle scuole, orientamenti e percorsi professionali. Questo aiuta anche l’abbandono scolastico precoce.

Con le seconde vediamo invece l’introduzione di programmi pre-professionali per coloro che hanno abbandonato la scuola o stanno per farlo.

In Italia esiste un incentivo economico riconosciuto ai datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato i NEET entro la fine di quest’anno (31 dicembre 2023). Ma può questo bastare per risolvere il problema dell’occupazione giovanile? I dati sembrano dire il contrario per ora.